Investitori, amanti dell'oro ci rivolgiamo a voi per scoprire insieme quali siano le due strade a disposizione per guadagnare grazie a un rialzo o ribasso del prezzo dell’oro. Il tutto in modo rigorosamente legale. La prima strada è quella di investire in oro fisico, mentre la seconda in oro finanziario: le due vie presentano una netta differenza che risulterà poi essere cruciale in fase di investimento.

Va detto però che non vi è un modo da considerarsi "migliore" dell’altro, poiché quando si parla di oro, tutto dipende dal motivo che vi spinge ad investire: presentano un certo numero di vantaggi e aspetti più negativi, ma soprattutto delle metodologie completamente diverse.

Gli investimenti in oro fisico quale il prezzo della sterlina d'oro prevedono:

- monete: si può scegliere tra un numero vasto di monete d’oro che vengono emesse dagli Stati di tutto il mondo. Il mercato attribuisce alle monete d’oro un valore effettivo in base a quanto oro sia contenuto nella stessa moneta.

- lingotti: sono un metodo sicuro e solitamente presentano 999,9 millesimi di oro, questo significa che non sono mescolati con altri metalli.

Investimenti in oro finanziario.

- Etc o Etf sull’oro

- Futures sull’oro

- Opzioni sull’oro

- Azioni di società minerarie

In questo caso esistono molte più forme rispetto alla modalità precedente: è un investimento che permette di essere direttamente esposto al prezzo dell’oro con la possibilità di guadagnare o perdere in base al movimento del prezzo fisico) ma senza per questo dover acquistare dell’oro fisico.

I 'Compro oro' sono entrati e usciti in una crisi profonda: prima il boom dato dalla stessa crisi economica che ha colpito il Paese, poi la necessità di rinnovarsi e adattare la propria attività per far fronte al calo di domanda. Negli ultimi quattro anni infatti, tutti quei 'Compro oro' e botteghe che non hanno saputo adattarsi al cambio della società, al cambio di necessità stesse, ha finito per chiudere i battenti e non svolgere più il servizio di quotazione oro. I dati infatti parlano di 35 mila attività operative nel 2011, mentre ad oggi si parla di 20 mila unità.

Tale calo è dato ovviamente dal crollo della domanda: come spiegato da Gianni Lepre, segretario di Oroitaly, molti orafi avevano tratto linfa vitale trasformandosi in 'Compro Oro' ma gli italiani "hanno esaurito il loro tesoretto". Una volta venduto tutto ciò che si dispone diventa difficile mantenere viva l'attività. Le cause della crisi dell'oreficeria, almeno a livello nazionale poiché all'estero il discorso è ben diverso, sono legate ad altri aspetti, in particolare quello legato alla politica: invece di puntare sui consumi e sul sostegno di questo settore, si cerca sempre di minimizzarlo e quindi sminuirlo. Esiste infatti una misura che impone un tetto di mille euro all'uso del contante, entrata in vigore dal 2012, che risulta limitativa sugli acquisti di oro e gioielli.

L'industria orafa italiana è ad oggi lo specchio della realtà del nostro Paese: la crescita è presente, è percettibile (una percentuale pari al +51 e +54%), ma il mercato che interessa la gioielleria italiana è fuori dai confini nazionali. Ancora una volta il made in Italy spopola all'estero, rivolgendosi verso i Paesi europei e americani, ai quali si è anche aggiunta la realtà asiatica; in Italia invece la domanda è pressoché ferma, o almeno rivolta solo alle cosiddette famiglie benestanti. L'italiano medio invece che acquistare oro preferisce infatti venderlo, per far fronte a una crisi economica che sembra non lasciare il Bel Paese, nella speranza di rinvigorire il bilancio di famiglia. Da qui si è arrivati a un forte boom dei Compro oro, che si occupano esclusivamente a ritirare oggetti di gioielleria dai privati e per poi cederli a fonderie per il recupero del metallo prezioso. Anche in questo caso però non mancano i problemi: il crollo della quotazione dell’oro (da 44 euro per grammo a 32) ha portato anche a una modifica strutturale nelle attività dei Compro Oro, abili ad adattarsi rapidamente alle esigenze di cambiamento della società.

Secondo i dati riportati da A.N.T.I.C.O. (Associazione Nazionale Tutela Il Comparto dell’Oro) si scopre che le vendite del 2013 hanno segnato un calo tra il 5 e il 20%. Da qui si può capire come sia cambiata l'idea di "concepire l'oro", che nella nostra tradizione è un bene rifugio che si pone alla base di ogni attività di Compro oro, che ora si concentra nel commercio del metallo in modo più assoluto e generale.

Il metallo più prezioso al mondo potrebbe essere entrato in crisi: l’oro infatti è sempre stato considerato dagli investitori come una riserva di valore sulla quale puntare sia per gli investimenti ma soprattutto per proteggere i soldi e il patrimonio personale. Nell’ultimo periodo però il metallo prezioso ha iniziato una costante discesa a 1.900 dollari l’oncia per toccare la soglia dei 1.100 dollari l’oncia, con un ribasso del 40% dal settembre 2011.

A creare tale problematica è, da un lato, il miglioramento dell’economia americana con la Federal Reserve che potrebbe tornare ad alzare il costo del denaro, e dall’altro le false aspettative che sono state create direttamente dal fronte Cina.

La Banca centrale cinese aveva infatti ammesso di essere in possesso di riserve auree pari a 1650 tonnellate di oro, decisamente al di sotto rispetto alle 3000 tonnellate che erano state previste dagli analisti fino a qualche mese fa. Un gap che è davvero costato caro. Questo va a operare verso un ribasso della quotazione stessa del metallo: sui mercati azionari il valore infatti è rapidamente sceso. Oltre a tutto questo va segnalata anche la scelta effettuata da hedge fund e banche di investimento che hanno deciso di vendere grandi quantità di oro, continuando così una fuga di investitori.